Don DeLillo presenta Zero K al Circolo dei Lettori di Torino

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Lo so, lo so, in questo periodo vi sto parlando solo di DeLillo, ma giuro che questo sarà l’ultimo post in cui parlerò di lui…almeno per ora. Però devo raccontarvi brevemente del 24 ottobre perché lunedì DeLillo presentava Zero K presso il Circolo dei Lettori di Torino, e dato che in questo periodo sono a Torino mi sembrava d’obbligo andarci. Nella mia vita da lettrice non sono quasi mai andata a informarmi troppo sugli autori, penso che per alcune volte possa essere positivo separare le due cose, ma al Salone del Libro di quest’anno ho avuto l’occasione di vedere molti scrittori dal vivo e devo ammettere che la cosa ha un suo fascino. Ma stavamo parlando di DeLillo. Dopo essermi informata ho saputo che l’unico modo per vedere DeLillo era fare la fila davanti alla sede del Circolo dei Lettori. Quando sono arrivata la fila era ancora corta, ma con il passare dei minuti sembrava sempre di più di fare la fila per un concerto. Una volta entrati siamo andati nella sala, e lì ho scoperto che la sala in cui mi trovavo non era la sala in cui si trovava DeLillo e quindi ho dovuto seguire la chiaccherata con Giuseppe Culicchia  in diretta dalla sala accanto. Devo ammettere che non ero proprio entusiasta della cosa, ma è stato comunque meglio di rimanere fuori senza avere neanche la possibilità di sentire l’intervista.

Sono stati affrontati i temi centrali del romanzo, tra cui la tecnologia e la scienza che nella società contemporanea hanno ormai usurpato quasi completamente il ruolo della religione, basti pensare a come la nostra vita di ogni giorno sia fortemente influenzata dai nostri smartphone o a come l’ibernazione ci permetta, almeno in via teoria, di tornare alla vita dopo la morte. La criogenesi può anche essere interpretata come fuga da una realtà non troppo soddisfacente, nella speranza che il futuro sia più roseo (scopo ultimo della criogenesi in Zero K è proprio risvegliarsi in un momento della storia in cui la malattia che ora ci avrebbe portato alla morte avrà invece una cura). L’altro grande tema è il Tempo. Quando si é parlato di questo DeLillo ci ha raccontato di quando ha avuto l’occasione di parlare con un filosofo del tempo e facendogli delle domande a riguardo, la risposta di questo filosofo è stata time is too difficult, al che DeLillo ha ammesso modestamente che se neanche un filosofo è in grado di definire il tempo come può farlo lui che è solo uno scrittore.

In tutto questo DeLillo ha voluto ribadire come fondamentali per lui, e per Zero K, siano le relazioni umane, la relazione madre-figlio, matrigna-figlio e, ovviamente, padre-figlio. Sono queste che muovono le fila del romanzo, e sono proprio i rapporti umani la cosa più importante.

So benissimo che questo brevissimo post non riuscirà a esprimere qualcosa come sentir parlare un autore come DeLillo dal vivo, ma da un certo punto sono giustificata, perché non penso che si possa arrivare a tanto.

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In caso possa interessarvi a breve pubblicherò un video Vlog sul mio canale Youtube, Antro del Libro, lì troverete anche un breve tratto dell’intervista fatta a DeLillo.

Link al video: https://www.youtube.com/edit?o=U&video_id=YNrDySVsm7s

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