PERSUASIONE – Jane Austen

Con Persuasione (1818) sono a buon punto per quanto riguarda il mio progetto voler leggere tutti i romanzi di Jane Austen (1775 – 1817) e  man mano che ne leggo uno mi chiedo come sia possibile che tutti siano così belli. Devo comunque dire che Persuasione non mi è piaciuto così tanto come Orgoglio e Pregiudizio (1813) o anche Emma (1815), ma non per questo è un romanzo meno bello o scritto male, perché, pur avendo delle differenze con gli altri, non si tratta di differenze che ne rovinano la bellezza.

La storia si apre presentandoci la famiglia Elliot in cui troviamo il padre, Walter Elliot, una persona che è riuscita a raggiungere il titolo baronetto di cui è estremamente orgoglioso e che considera essere un motivo più che valido per sentirsi superiore a molte delle persone che conosce; Elizabeth Elliot, figlia maggiore, caratterizzata da una bellezza che attira tutti che però ha un carattere molto altezzoso simile a quello del padre; Mary Elliot, la figlia più piccola ormai sposata e con figli; infine abbiamo Anne Elliot, la nostra protagonista. Anne ha un carattere molto diverso da quello di Elizabeth e del padre e viene considerata pochissimo da entrambi. Ha il cuore tenero, non si preoccupa se quello che dice o che pensa non viene minimamente preso in considerazione dagli altri e non si tira mai in dietro quando bisogna aiutare qualcuno, nonostante raramente queste attenzioni vengano ricambiate. La vicenda principale, che poi mette in moto tutto il romanzo, è qualcosa avvenuto otto anni prima e che segna un evento molo importante nella vita di Anne. Frederick Wentworth, pur essendo di modeste origini e non avendo molti soldi, le chiede di sposarlo. Il sentimento di affetto è ricambiato da Anne e in un primo momento sembra che tutto vada per il meglio, in realtà Anne verrà poi persuasa, ed è questo il motivo del titolo del romanzo, a rinunciare a questo fidanzamento. Dopo questo inizio il resto della storia prende piede otto anni dopo quando Frederick, diventato ormai Capitano Wentworth e avendo accumulato una ricchezza non indifferente, rientra nella vita di Anne.

Il personaggio di Anne non mi aveva particolarmente colpito all’inizio, per il semplice fatto che, pur avendo il rispetto di molte delle persone che conosce, non presenta una personalità troppo carismatica e forte, a differenza ad esempio di Emma Woodhouse o di Elizabeth Bennet. Leggendo altri romanzi della Austen mi sono sempre innamorata della protagonista femminile principale, cosa che invece non si è verificata per questo romanzo. Il fatto che Anne sia così mansueta e buona, nonostante la poca considerazione che ha all’interno della famiglia, non è un comportamento che ammiro troppo, preferirei un personaggio che si ribella al continuo trattamento che subisce. In realtà c’è stata una incomprensione da parte mia, perché ho considerato questo comportamento come debole, quando in realtà, e questo appare chiaro più verso la fine del romanzo, Anne non è un personaggio debole, al contrario dimostra una maturità superiore a quello degli altri membri della famiglia, che si rispecchia nel suo comportamento.

Una cosa di cui ho sentito l’assenza sono stati i dialoghi che ovviamente ci sono, ma non sono così frequenti come in Orgoglio e Pregiudizio, e sono particolarmente assenti da parte di Anne, di cui però ci vengono spiegati i sentimenti e le emozioni. La mancanza di discorsi diretti da parte di questo personaggio può anche essere una scelta stilistica decisa dall’autrice che ha pensato di rendere, anche nel romanzo, la poca considerazione che molti personaggi hanno per la protagonista. Evitando quindi di farci sentire alcune cose dette da lei, come se cercassimo di ignorarla. I pochi dialoghi che però sono presenti dimostrano un carattere molto altruista, sincero e nobile.

Jane Austen viene spesso classificata come autrice di romanzi rosa, rivolti principalmente ad un pubblico femminile. Personalmente penso che i suoi romanzi non debbano essere rivolti solamente alla donne, ma anche agli uomini. Le protagoniste dei suoi romanzi sono tutte donne, ma questo non significa che sia solo quello il pubblico a cui sono rivolti. Questo appare molto più chiaro verso la fine di Persuasione in cui da una conversazione che la nostra protagonista ha con i capitano Harville appare chiaro come il sentimento dell’amore non sia una prerogativa del genere femminile e Jane Austen lo affronta in maniera talmente profonda e particolare da parlare di cose che possono provare sia donne che uomini.

«Oh» esclamò Anne con passione «spero di rendere giustizia a tutti i sentimenti che provate voi e quelli che vi somigliano! Dio non voglia che io sottovaluti i teneri e fedeli sentimenti di qualsiasi mio fratello. Meriterei il più profondo disprezzo se osassi pensare che l’affetto vero e la costanza sono note soltanto all donne. No, vi credo capaci di tutto quello che è grande e buono nella vita coniugale. Vi credo in grado di compiere ogni sforzo importante, di sopportare ogni crisi domestica […] [pag. 257]

Questo discorso riguardante l’amore è affiancato, anche se non in maniera preponderante, da un altro che risulta essere davvero importante. Il capitano Harville, per dimostrare che gli uomini sono in grado di amare come le donne, dice ad Anne che potrebbe citare tantissime poesie e canzoni in cui questi sentimenti appaiono chiari, ma ci viene anche fatto notare come molte di queste poesie e canzoni siano stati scritti da uomini. A questo punto Anne afferma come gli uomini abbiano sempre avuto un vantaggio rispetto alle donne nel parlare di amore.

[…] Gli uomini hanno avuto su di noi ogni vantaggio nel narrare la loro storia. L’istruzione è stata sempre appannaggio loro a un livello tanto più alto; la penna è stata nelle loro mani. Non sono disposta a ammettere che i libri possano provare alcunché.» [pag. 256]

Non è infatti difficile pensare a romanzi in cui la visione che ci viene data dalla donna e dell’amore è completamente plasmata dall’uomo fino ad avere una rappresentazione che a volte non rispecchia la realtà. Qui ci appare anche chiaro quello che è il paradosso dei romanzi d’amore che sono scritti da uomini: anche se la donna è il centro delle loro attenzioni, e sembra quindi avere un ruolo fondamentale, in realtà risulta solo essere in funzione dell’uomo. Molto spesso si tratta di romanzi dove il protagonista maschile è innamorato dell’amore e la donna è semplicemente uno strumento, ma non ha uno spessore e un carattere.

In conclusione, anche se questo romanzo non è all’altezza degli altri, che personalmente mi sono piaciuti di più, Persuasione è comunque un classico che vale la pena leggere. Jane Austen è riuscita, come sempre, a creare dei personaggi molto reali ed emozioni ancora più forti che si provano man mano che si continua con la lettura. L’amore è nuovamente il centro di tutto, ma sarebbe sbagliato affermare che l’amore non sia effettivamente al centro della vita.

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Altre recensioni di libri di Jane Austen:

Orgoglio e Pregiudizio 

Ragione e Sentimento

Emma

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