TO KILL A MOCKINGBIRD – Harper Lee

To Kill A Mockingbird, tradotto con Il buio oltre la siepe nella versione italiana, è un classico della letteratura americana che avevo in mente di leggere da molto tempo e dato che un paio di settimane fa l’ho comprato ho cercato di leggerlo appena possibile. Il motivo principale per cui non avevo troppa voglia di leggere questo libro è semplicemente per il fatto che tratta di argomenti, come quello del razzismo, che non mi interessano particolarmente, quindi avevo paura che non sarei riuscita ad apprezzare a pieno questo capolavoro. Alla fine mi sono fatta convincere perché ho sentito solo parlare bene di questo libro e perché sentivo di doverlo leggere per colmare questa enorme lacuna per quanto riguarda la mia conoscenza della letteratura americana. Nonostante, come già accennato, l’argomento del razzismo non mi interessi troppo, ho comunque trovato questo libro veramente molto bello.

Ci troviamo intorno agli anni ’40, anche se il romanzo copre uno spazio temporale abbastanza ampio, in cui facciamo subito la conoscenza della famiglia Finch in cui abbiamo Atticus, padre e avvocato, Scout, la figlia più piccola e Jem, il figlio più grande. La vicenda ci viene narrata dalla piccola Scout e inizialmente è solo la descrizione della sua vita, passando dall’inizio della scuola alle estati che lei e suo fratello passano con Dill. Il tema centrale, ovvero quello del razzismo viene introdotto solo dopo le prime cento pagine, e anche in questo caso non viene approfondito troppo. Bisogna infatti aspettare altre pagine prima di avere ben chiaro cosa è successo a Tom Robinson e capire per quale motivo è stato arrestato, ma una volta che ci troviamo più avanti nel romanzo la vicenda che circonda questo uomo di colore ci viene spiegata nei minimi dettagli.

La prima cosa che sento il dovere di dire riguarda il punto di vista, è infatti interessante che la vicenda ci venga raccontata da una ragazzina di nove anni che, a causa della sua giovane età, non riesce bene a capire quello che sta succedendo. Ci sono alcune scene in cui la sua incapacità di capire cosa sta accadendo appare fin troppo chiara al lettore non può che ritrovarsi in quella piccola bambina che, ancora ignara di come funziona il mondo, vuole parlare con gli adulti di cose da adulti, ma fallisce nel tentativo. In alcuni punti c’è anche un po’ di frustrazione, proprio perché Scout non approfondisce delle cose che invece un lettore adulto intuisce essere importanti per comprendere quello che sta accadendo.

Concentrandoci invece sui personaggi, Atticus Finch ha una personalità molto bella che può solo affascinare. Rappresenta la persona con forti ideali e che vuole seguirli ad ogni costo, anche quando si rende conto che sarà impossibile vincere. Il comportamento che cerca di seguire, in particolari modo in questa situazione, è anche una conseguenza del modello di educazione che cerca di attuare per i suoi figli, in particolare a Jem. Jem, come ogni altro ragazzino, è portato a pensare, almeno inizialmente, che il vero coraggio e la vera forza siano quella fisica, ma il padre è ben intenzionato a insegnargli che in realtà non è così:

I wanted you to see what real courage is, instead of getting the idea that courage is a man with a gun in his hand. it’s when you know you are licked before you begin but you begin anyway and you see it though no matter what. you rarely win, but sometimes you do.

Già solo da questo estratto riusciamo a capire quanto Atticus sia una persona che meriterebbe la nostra stima. Un uomo forte e saggio, la qua bravura risulta particolarmente evidente durante il processo stesso, in cui deve difendere Tom Robinson e dove riesce a dimostrare in maniera indiscutibile la sua innocenza.

Il suo animo buono e nobile appare chiaro anche quando andiamo ad affrontare quello che è il tema del razzismo. Atticus Finch è infatti chiaramente anti razzista e riesce a fare crescere i suoi figli con la convinzione che ogni uomo sia uguale, indipendentemente dal colore della pelle. Naturalmente questo tipo di posizione non è indolore all’interno del contesto storico in cui ci troviamo, infatti dopo che Atticus è diventato l’avvocato di Tom Robinson la risposta della cittadina in cui abitano non si fa attendere. Si tratta principalmente di offese verbali che diventeranno qualcosa di più solo verso la fine del romanzo. Nonostante questo però, Atticus non si tira ma indietro dimostrando una posizione molto all’avanguardia per la situazione:

As you grow older, you’ll see white men cheat black men every day of your life, but let me tell you something and don’t you forget it – wherever a white man does that to a black man, no matter who he is , how rich he is, or how fine a family he comes from, that white man is trash.

Sfortunatamente questi grandi ideali vanno a scontrasi con la dura realtà e ci si rende conto che nel mondo in cui ci troviamo non sempre è la giustizia a vincere. Tuttavia Atticus non è l’unica persona a credere nella innocenza di Tom, è infatti stato il giudice stesso a chiedere a Atticus di fare da avvocato per questa causa, per cercare di dare a Tom almeno un barlume di speranza. Per il lettore risulta essere molto frustrante vedere come l’ottimismo e il buon cuore di questi personaggi debba scontrarsi inevitabilmente contro la dura realtà e risulta ancora più frustrante quando appare fin troppo chiara l’innocenza di Tom:

Senseless killing – Tom had been given due process of law to the day of his death; he had been tried openly and convinced by twelve good men and true; my father had fought for him all the way. Then Mr. Underwood’s meaning became clear: Atticus had used every tool aviable to free men to save Tom Robinson, but in the secret courts of men’s hearts Atticus had no case. Tom was a dead man the minute Mayrella Ewell opened her mouth and screamed.

Quello che però è importante sottolineare, è il tiepido ottimismo che questa vicenda porta nei protagonisti. Anche se non è stato possibile salvare Tom, il suo processo è stato un piccolo ma fondamentale passo verso la sconfitta del razzismo che essendo fortemente radicato può venire eliminato solo con piccoli passi alla volta.

Naturalmente all’interno del romanzo non viene affrontato solo questo tema, benché sia quello fondamentale, ma anche molti altri come ad esempio la difficoltà a comportarsi secondo i modelli che ci vengono imposti dalla società. Questo appare particolarmente evidente con il personaggio di Scout che, pur essendo ancora piccola, un giorno diventerà una donna, ma che non ha la minima intenzione di cominciare a vestirsi, a parlare e a comportarsi come le donne che vede. 

Un altro tema, anche più importante è quello del “diverso”. C’è infatti un personaggio, quello di Boo Radley, che, a causa delle sue malattie mentali viene allontanato da tutti e che allo steso tempo diventa quasi un’attrazione per i bambini che sono curiosi di farlo uscire dalla sua casa per osservarlo meglio. Questo tema viene sviluppato poi sempre verso la fine del romanzo quando è proprio il personaggio di Boo che riesce a salvare i bambini da una morte sicura, introducendo quindi l’idea di tolleranza, ma anche di realizzazione di quanto i pregiudizi possano essere sbagliati il più delle volte.

Un’ultimo argomento affrontato riguarda il fatto di essere figli di una persona di colore e di una persona bianca. Pur essendo questo un tema tipico delle letteratura post-coloniale viene introdotto abbastanza bene in questo libro in cui si sottolinea la difficoltà di queste persone che si trovano in between, ovvero che non riescono a sentirsi parte di niente, in quanto vengono rifiutati da tutti e due quei gruppi:

They don’t belong anywhere. Colored folks won’t have ‘em because they’re half white; white folks won’t have ‘em ‘cause they’re colored, so they’re just in-between, don’t belong anywhere.

In conclusione, To Kill A Mockingbird è un libro scritto in modo magistrale che attraverso un personaggio ancor bambino riesce a presentarci molti temi profondi e difficili di affrontare. Nel particolare il tema del razzismo ci viene presentato con la sua irrazionalità e con la frustrazione che accompagna chi invece, giustamente, dimostra avere una mente aperta in grado di non farsi condizionare da dei dettagli come il colore diverso della pelle. To Kill A Mockingbird è quindi un classico che tutti dovrebbero leggere perché in grado di affrontare un tema così delicato in modo così approfondito.

715VLP6M-OL

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