EMMA – Jane Austen

Bella, intelligente e ricca, con una dimora confortevole e un carattere felice, Emma Woodhouse sembrava riunire in sé alcuni dei vantaggi migliori dell’esistenza; e aveva vissuto quasi ventun anni in questo mondo con scarsissime occasioni di dispiacere e dispetto.

Queste righe di apertura ci introducono la protagonista di Emma (1815), libro considerato il capolavoro di Jane Austen (1775 – 1817). Come molti il mio primo approccio a questa autrice è stato con Orgoglio e Pregiudizio (1813), un libro che ho cominciato a leggere pensando che non mi sarebbe piaciuto, ma che poi si è dimostrato una vera e propria rivelazione, tanto che posso considerarlo uno dei mie libri preferiti. Successivamente sono passata a Ragione e Sentimento (1811), sempre con la volontà di conoscere questa autrice che mi stava appassionando tanto. Infine sono arrivata ad Emma, l’opera più matura della Austen.

Emma Woodhouse sarà quindi la protagonista e all’inizio del romanzo ci viene descritta in maniera estremamente positiva, benché la Austen abbia dichiarato che “non sarà [un personaggio]molto gradito se non a lei”. Durante il romanzo abbiamo tuttavia, vari momenti durante i quali il personaggio di Emma ci viene presentato sotto la luce più buona, in particolar modo vengono sottolineate le sue capacità artistiche quando deve fare un ritratto di Harriet. Ci viene quindi presentato il suo rapporto con le discipline artistiche, come appunto il disegno e la musica, e dal commento della narratrice riusciamo anche a capire quando Emma si renda conto di quello che è in grado di fare bene e di quello che è l’effetto che suscita negli altri, rivelando quindi di essere una persona molto attenta a quello che la circonda e a cui no dispiace se gli altri hanno di lei un parere superiore a quello che dovrebbero realmente avere:

Aveva sempre voluto fare tutto, e aveva fatto progressi nel disegno e nella musica più di quanti ne avrebbero fatti altre persone disposte a lavorare così poco. Suonava e cantava; – e disegnava quasi con tutte le tecniche possibili; ma la costanza le era sempre mancata; e in nulla si era soltanto avvicinata a quel grado di perfezione che sarebbe stata lieta di possedere, e che sarebbe stata in grado di possedere. Non si ingannava delle sue abilità di pittrice o di musicista, ma non le dispiaceva che gli altri si facessero ingannare, né che i suoi talenti godessero di una reputazione superiore ai suoi meriti. [pp.43 – 44]

Nonostante le sue molte abilità, andando avanti nel romanzo conosciamo meglio il personaggio di Emma e da alcuni suoi comportamenti risulta avere un carattere che forse non tutti possono amare. Nelle prima pagine del romanzo ci viene presentata mentre fa quello che le piace di più, ovvero pianificare possibili matrimoni per le persone che le sono vicine, sebbene lei non aspiri al matrimonio, come afferma più volte, ha un vero e proprio hobby nel far sposare gli altri. Quasi subito ci rendiamo conto però che non sempre Emma è in grado di capire chi è veramente innamorato di chi, questo sarà poi alla base degli equivoci che si susseguiranno per tutto il romanzo. Tutto la trama ruota infatti attorno ai fraintendimenti di Emma e alle conseguenze delle sue azioni, finalizzate a realizzare dei matrimoni che nessuno vuole.

Benché Emma venga poi circondata da altri personaggi simpatici, come Harriet o la signora Weston, o pedanti, come Mrs Elton, risulta essere la protagonista indiscussa del romanzo. Già in questo fatto possiamo trovare una grande differenza tra Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento, dove abbiamo come protagoniste due sorelle. Nonostante venga quasi sempre prediletta una invece dell’altra, il rapporto tra le due risulta essere fondamentale per la maturazione di entrambe. In questo romanzo invece abbiamo una protagonista effettivamente sola, che vive in una grande casa con il padre e quando la signorina Taylor, la sua istruttrice nonché amica, si sposa, Emma cerca subito un’altra amicizia e la trova in Harriet. Tuttavia questo rapporto non è profondo come quello tra le sorelle Bennet o le sorelle Dashwood, in quanto appare chiaro che Emma ha una posizione di predominanza e si pone nella prospettiva di aiutare l’amica ad elevarsi intellettualmente. Harriet, a causa anche del suo carattere debole, diventa quasi una marionetta nelle mani di Emma che immagina per lei un matrimonio molto vantaggioso con Mr Elton. È comunque bene notare come durante il romanzo avvenga una maturazione in Emma che, dopo aver sbagliato a capire i sentimenti di Mr Elton, decide di non immischiarsi più nelle vicende amorose dei suoi amici e, anche se continua a pensare a possibili matrimoni, decide di non fare più niente per smuovere le cose, per paura di causare danni.

La passione di Emma per combinare matrimoni è quindi molto grande, ma nonostante questo lei non immagina un matrimonio nella sua vita. Ci sono varie ragioni alla base di questa scelta, prima tra tutte il fatto di non voler abbandonare il padre che ha solo lei come unica compagnia. Il signor Woodhouse è inoltre ipocondriaco e appare chiaro quanto sia importante avere accanto qualcuno di cui si fidi e che si prenda cura di lui. Un altro motivo è dato dal fatto che Emma risulta essere una persona molto razione in fatto di questioni amorose, quando infatti deve pensare ad un matrimonio la prima osservazione che fa riguarda i benefici, anche economici, che un’unione può portare e dal momento che lei non ha problemi economici il matrimonio non diventa una questione di importanza primaria. Naturalmente questa convinzione comincia ad essere abbandonata quando Emma si scopre innamorata, il modo in cui questo sentimento si rivela è però poco romantico, per il semplice fatto che la protagonista non si rende conto di questo sentimento finché Harriet non le parla del suo amore per lui. In quel momento c’è la vera rivelazione:

Emma distolse immediatamente gli occhi; e sedette riflettendo silenziosamente, immobile, per qualche momento. Pochi momenti le furono sufficienti per comprendere il proprio cuore. Una mente come la sua, una svolta sfiorata dal sospetto, faceva rapidi progressi. Sfiorò – ammise – riconobbe tutta la verità. Perché era tanto più grave che Harriet fosse innamorata del signor Knightley e non del signo Frank Churchill? Perché il male diventava tanto più terribile se Harriet aveva qualche speranza di essere ricambiata? Le attraversò la mente, con la velocità di una freccia, che il signor Knightley non doveva sposare nessun’altra se non lei stessa! [pp. 410 – 411]

Tuttavia Emma decide di comportarsi da vera amica nei confronti di Harriet, anche per il fatto che le ha causato incredibile dolore facendola credere in un sentimento che invece non era ricambiato. L’atteggiamento di Emma in questo punto dimostra il buon cuore della protagonista che magari non era troppo evidente nei capitoli precedenti del libro. Personalmente credo che il personaggio di Emma sia molto positivo, nonostante alcuni pensieri e alcuni comportamenti che abbia, e non riesco a condividere l’idea di chi la trova un personaggio negativo. Naturalmente appare evidente che non è un personaggio che si ha subito e completamente in simpatia, come può capitare per Marianne Dashwood, ma questo è una diretta conseguenza di un carattere più forte e più complesso. La lunghezza del romanzo, molto superiore a quella degli altri due già citati, permette all’autrice di approfondire di molto il carattere di questa eroina che quindi può essere meno piacevole, ma certamente più realistica e umana.

Sembra quindi che l’amore cominci a farsi strada anche nel suo cuore, ma è interessante notare come questo sentimento sia diverso da quello solitamente rappresentato dalla Austen. Non metto in dubbio la sincerità dell’affetto di Emma, ma anche dalla descrizione della dichiarazione e della sua reazione appare chiaro che la protagonista sia molto fredda per quanto riguarda questa materia. Come altre protagoniste all’inizio viene completamente investita dai sentimenti, ma subito dopo pensa a quali possano essere le conseguenze di questo amore, specie per l’amica. Si tratta quindi di una scena amorosa che viene fortemente tamponata dalla razionalità e praticità di Emma.   Se quindi si è alla ricerca di un romanzo dove l’amore sia centrale forse Emma non è la prima scelta, ma sarebbe errato affermare che questo romanzo non sia all’altezza degli altri scritti da Jane Austen.

In conclusione penso che Emma sia un romanzo magnifico e trovo difficile guardare all’eroina con antipatia. Come già detto la lunghezza del romanzo permette all’autrice di soffermarsi su un solo personaggio centrale, quello di Emma, e di crearla con un carattere molto complesso e forte che la rende solo più umana. Una capolavoro di Jane Austen che tutti dovrebbero leggere.

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