PET SEMATARY – Stephen King

Louis Creed, che aveva perso il padre a tre anni e non aveva mai conosciuto i nonni, non si aspettava di trovare un padre quand’era ormai alle soglie dalla mezza età, eppure andò proprio così…sebbene egli chiamasse quell’uomo un amico, cm’è logico che faccia un adulto quando l’incontro con l’uomo adatto a fargli da padre arriva relativamente tardi nella vita.

Genere: Horror

Anno di pubblicazione: 1983

Stephen King è stato un autore importante per me, Le notti di Salem è stato il primo libro che io abbia mai letto appartenente al genere horror e il secondo fu Misery, non esagero quindi quando dico che King è un autore fondamentale per la mia formazione letteraria. Da quando ho letto questi due libri mi ritrovo regolarmente a leggere qualcosa del Re e dato che nella sua vita ha scritto veramente tanti libri c’è sempre qualche nuova avventura. Questa volta mi sono fatta consigliare e la scelta è ricaduta su Pet Sematary. Era un libro che avevo in programma di leggere da molto tempo e finalmente l’ho letto.

Comincio con il dire che Stephen King è un autore veramente bravo (non c’è ci fosse tutto questo bisogno di ribadirlo). Una delle cose che mi affascinano più in assoluto del suo modo di scrivere è la sua capacità di creare i personaggi. Non ho usato la parola “descrivere” ma “creare” per un motivo molto preciso, i personaggi di Stephen King sono così perfetti che sembra di leggere la descrizione di persone che esistono realmente. Come sempre sono i piccoli dettagli a fare la differenza, le emozioni che un personaggio trasmette. Quando si parla dei protagonisti, questi e il loro passato sono descritti così bene che si ha l’impressione di leggere una storia realmente esistita.

Per quanto riguarda la trama c’è una cosa che non mi ha convinto troppo. La storia, come scritta nella quarta di copertina, è abbastanza diversa da quella effettiva del romanzo e anche il titolo aiuta a creare questo piccolo fraintendimento. Si ha l’impressione che il centro della storia sia questo cimitero degli animali, in realtà questo piccolo cimitero è solo la parte più superficiale di tutta la storia che invece si concentra sulla morte e come questa tocca le varie persone. Questa scomoda protagonista ci accompagna dall’inizio del romanzo e piano piano King ci porta a vedere in che modo ogni personaggio ne viene influenzato. Sebbene il tema venga presentato bene, per me è stata una scoperta che mi ha leggermente delusa perchè pensavo di leggere una storia molto diversa.

L’elemento soprannaturale ha un ruolo centrale nella vicenda e viene presentato molto bene. La forza maligna che circonda il cimitero degli animali viene descritta principalmente giocando sulle emozioni che questa suscita e nel modo con cui riesce ad influenza le persone e le situazioni. Il fatto che questa forza non abbia un volto impedisce che l’aura di terrore che si è venuta a creare sfoci in una cavolata.

In conclusione penso che il libro sia ben scritto e che i personaggi siano stupendi, ma se decidere di leggere questo libro non pensate di leggere qualcosa su dei gatti o cani zombie. Il libro parla del tema, molto più complesso, della morte di come una persona reagirebbe se potesse riportare in vita una persona cara che non c’è più. Non è quindi una lettura del tutto leggera.

Voto: 6.7

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