IL CHIRURGO – Tess Gerritsen

Genere: medical thriller

Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: 347

Il Chirurgo è il primo libro di Tess Gerritsen della collana con Jane Rizzoli. Quando a febbraio ho letto Il silenzio del ghiaccio non sapevo che facesse parte di una collana, e quando l’ho scoperto ho pensato bene di cominciare dal principio. Anche se non è strettamente necessario leggere i libri in ordine cronologico, dal momento che ogni libro presenta una trama auto-conclusiva, ho comunque pensato che potesse essere interessante vedere in che modo sia le vicende, sia lo stile di scrittura della Gerritsen si siano sviluppati. In effetti si notano delle differenze tra gli altri libri e questo che è il primo, ma andiamo con ordine.

La trama di questo libro può essere considerata banale, almeno per qualche elemento che riguarda l’assassino. Il chirurgo infatti è una persona con delle profonde conoscenze mediche che uccide le sue vittime togliendole l’utero e lacerando loro la gola. Questo modus operandi ricalca in parte quello che conosciamo su Jack lo squartatore, tuttavia questi elementi comuni non sono ulteriormente sottolineati nel momento in cui riusciamo ad avere una conoscenza più approfondita di questo personaggio. Le loro somiglianze infatti si fermano qui. Il personaggio non risulta quindi essere così simile a Jack da rendere il resto della vicenda scontata e noiosa.

Una delle prime cose che si possono notare di questo libro, già dall’inizio, è il fatto che sia un libro fortemente femminile. è facile intuire che lo scrittore sia una donna perché il punto di vista dei personaggi femminili ha una grande rilevanza ai fini della narrazione. Come prima cosa possiamo notare che molti personaggi importanti sono femminili e il personaggio di Jane Ruzzoli viene utilizzato perfettamente per fare notare il tipo di ambiente in cui i personaggi appartenenti al gentil sesso si muovono: un mondo nel quale sono discriminate per il fatto di essere donne e un mondo in cui non possono sentirsi al sicuro.

Il rapporto con Jane Rizzoli con i suoi colleghi poliziotti risulta essere molto difficile e caratterizzato da grandi pregiudizi. Personalmente penso che questa immagine sia stata troppo ingigantita, se un uomo dovesse leggere questo libro penso che potrebbe avere fin da subito l’impressione che in realtà tali pregiudizi siano giustificati. Questo viene permesso dal fatto che Jane Rizzoli litiga molto spesso con i colleghi e spesso il suo comportamento, troppo attaccabrighe, risulta essere ingiustificato, è dettato principalmente da considerazioni personali che la portano sempre a mettersi sempre sulla difensiva. Tuttavia queste dinamiche cambiano alla fine del romanzo, a causa dello svolgimento della trama.

L’altro grande personaggio femminile è Catherine Cordell, dall’inizio della storia ci viene descritta come una donna bella e intelligente, grazie alle immagini del suo lavoro in sala chirurgica riusciamo a capire come questo personaggio venga descritto in maniera molto forte nonostante il suo passato. Il personaggio di Catherine infatti è stata vittima di uno stupro e le sue riflessioni ci permettono di capire, anche se solo in parte, il dolore che deriva da un’esperienza del genere. Tuttavia il suo comportamento e il suo modo di affrontare quello che le è accaduto serve a rendere questo personaggio ancora più forte, specie nella parte finale del libro.

Il tema dello stupro è centrale per tutto il romanzo e Tess Gerritsen vuole presentarci in maniera pressante quello che viene vissuto dalle vittime dello stupro. Il fatto che il loro passato sia così presente nella storia aiuta a capire meglio come una violenza del genere possa influire sulla vita e sul comportamento di una persona. Questo tema, inoltre, aiuta ad aumentare la sensazione che  il libro hanno un’impronta fortemente femminile e femminista. Questo elemento naturalmente mi piace molto.

Un altro elemento che mi piace nello stile di scrittura di Tess Gerritsen sta nel fatto che ci sono delle descrizioni mediche molto accurate, ciò dipende dalla sue esperienza biografica dato che è stata un medico prima di diventare una scrittrice. La presenza di parte prettamente mediche aiuta a costruire un’immagina più reale su quello che sta succedendo e aiuta anche il lettore a comprendere meglio l’immagine che si trova davanti. Non voglio in alcun modo criticare Stephen King, ma trovo più interessante un corpo fatto di nervi e muscoli piuttosto che uno fatto di pus e basta.

L’unico elemento che personalmente non mi è piaciuto è l’inserimento dell’elemento romanico. Anche questo è una conseguenza del suo lavoro, oltre alla saga con la Rizzoli e la Isles, Tess Gerritsen scrive anche dei romanzi rosa. Personalmente non mi piace leggere qualcosa di romantico nel momento in cui sto leggendo un thriller, ma è una questione di gusti personali.

In conclusione penso che il libro sia scritto molto bene e in modo da essere subito incollati alle sue pagine. Il lettore viene divorato dalla curiosità di sapere quali saranno gli sviluppi della vicenda e il modo di scrivere dell’autrice risulta essere scorrevole. In questo caso, però, l’intreccio non è stato dei migliori, principalmente per il fatto che il lettore non riesce a capire chi è stato l’assassino con le sue sole forze. Una cosa bella dei romanzi thriller è proprio nel fatto che lo scrittore fornisce il lettore di tutti gli strumenti per capire le dinamiche accadute, ma in questo caso risulta impossibile capire chi è il chirurgo per il semplice fatto che il suo nome viene presentato solo alla fine del libro. Per questo motivo, e per gli aspetti su cui si concentra maggiormente l’autrice, penso che questo sia il libro perfetto per chi abbia voglia di leggere di qualcosa relativo agli omicidi ma anche alla violenza sulle donne, anche se sono dell’idea che non sia il migliore che abbia scritto.

Voto: 7.6

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