WOOL – Hugh Howey

Genere:

Pagine: 552

Anno di pubblicazione: 2013

Lo scorso fine settimana non avrei dovuto comprare altri libri da leggere, perchè ne ho già tre sul comodino che aspettano di essere letti, ma mentre ero in libreria lo sguardo mi è caduto su Wool. Non sono una di quelle persone che giudica un libro dalla copertina, mentirei se dicessi che non è stata la copertina ad attrarre la mia attenzione. Subito dopo aver preso questo piccolo malloppo di 500 pagine tra le mani, sono andata alla ricerca della trama che mi è sembrata molto interessante.

La vicenda si svolge in un futuro post-apocalittico (questo genere di scenario sta andando molto di moda ultimamente, ma io non sono quel tipo di persona che disdegna ogni cosa che segua la moda, se penso che una cosa valga non mi metto certo a criticarla a priori). In questo mondo alcune persone sono costrette a vivere in un silo enorme, composto da varie sezioni in cui vengono prodotte tutte le cose di cui c’è bisogno (cibo, acqua, elettricità…) e in cui si cerca di condurre una vita normale. Gli abitanti di questo silo non possono uscire a causa dell’aria tossica che è presente nel mondo esterno. L’unica occasione in cui una persona può uscire è per la Pulizia, che però è una condanna a morte. All’interno di questo silo non si può parlare del mondo esterno o della possibilità di uscire per vedere come questo realmente è, perchè tutto ciò è contro la leggere e viene punito, appunto, con la Pulizia. Questa punizione potrebbe non sembrare troppo brutta dal nome, ma in realtà lo è: le persone che devono effettuare la pulizia delle lenti (delle telecamere esterne al silo) che permettono a chi vive nei piani superiori la Vista del mondo esterno. Quando una persona viene condannata alla Pulizia viene mandata fuori dal silo con una tuta e con tutto il necessario per pulire le lenti, ma dopo aver finito questa Pulizia la tuta si disintegra e la persona muore. Quello che avvia la trama del libro è il fatto che lo sceriffo, Holston, decide volontariamente di uscire dal silo perchè è convinto che l’aria là fuori non sia tossica e che ci sia una specie di complotto per fare in modo che le persone del silo non escano. La certezza di Holston viene alimentata molto dalla moglie che tre anni prima era uscita alimentata sempre da questa voglia di dimostrare la realtà della situazione. Dopo la morte di Holston verrà eletto un altro sceriffo Juliette che riuscendo a sopravvivere dopo la Pulizia riuscirà a svelare parte dei segreti del silo.

La prima cosa che ho notato in questo libro è il fatto che le cose non vengono spiegate in maniera palese. Non viene detto precisamente come funziona il silo o cosa sono le Ombre etc.., il mondo creato da Howey viene disvelato poco a poco senza l’utilizzo di spiegazioni vere e proprie. In questo modo si ha l’impressione di entrare all’improvviso in questo silo, dove nessuno ci dà delle spiegazioni e dove riusciamo a capirne il funzionamento soltanto seguendo i personaggi lungo le loro azioni.

Ho trovato affascinante un’idea in particolare, che viene appoggiata da tutti quelli che sono nel silo (in particolar modo dalle persone che hanno un ruolo importante): il silo deve vivere anche dopo che loro saranno morti. E’ bello vedere come l’intento di tutti sia di permettere la sopravvivenza delle generazioni futuri, c’è un grandissimo intento altruistico da parti di tutti.

Altra cosa che ho trovato bella anche se forse un p’ò macabra è il rituale del funerale. Le persone vengono seppellite nella terra dove poi vengono coltivate delle piante che daranno dei frutti, il corpo dei morti va quindi ad alimentare e quindi aiutare quelli che sono ancora vivi e il rituale verte attorno a questo punto. Sinceramente la cosa può essere un p’ò “impressionante” se si pensa che quello che si sta mangiando venga alimentato da un nostro caro, ma allo stesso tempo è molto significativo.

Vorrei spendere una parola anche per quanto riguarda quelle che sono le relazioni, in particolar modo amorose, tra i personaggi: tutte le storie che ci sono, anche per il fatto che molte non sono neanche “possibili” (a causa delle leggi del silo), sono molto dolci e attraverso i dettagli con cui sono descritte risultano comunque molto forti.

Concludendo posso dire che questo libro mi è piaciuto veramente molto, nonostante l’ambientazione possa essere scontata (mi riferisco al futuro post-apocalittico). Hugh Howey è riuscito a creare una storia molto originale e bella. Mi sono piaciuti molto i personaggi e il fatto che ci sono molto colpi di scena che non ti permettono di smettere di leggere. E’ un libro che consiglio.

Immagine

xoxo

G.

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