ALICE : I GIORNI DELLA DROGA – Anonimo

Genere: diario, drammatico

Pagine: 199

Anno di pubblicazione: 1971

SPOILER

La droga è un argomento che mi ha sempre interessano, naturalmente non intendo in senso diretto (non ne faccio uso e non ho neanche intenzione di provarla), ma mi incuriosisce molto vedere come le persone ne diventino schiavi. Oggi giorno sappiamo quali solo le conseguenze di una dipendenza da droghe, di qualsiasi tipo, e mi incuriosisce vedere cosa può portare una persona o una ragazzina di buona famiglia come nel caso di questo libro, a entrare nel circolo.

Il libro è strutturato come se fosse il diario di una quindicenne. Le prime pagine rappresentano una storia già vista, un’adolescente innamorata di un ragazzo e che fa attenzione al proprio peso o che comunque si trova ad affrontare i soliti problemi dell’adolescenza. Finchè, durante una festa non entra in gioco la droga. La protagonista (che non ha nome) prendere dell’LSD inconsapevolmente e da quel punto comincia la sua storia con la droga. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1971 e, secondo la leggenda, una psicologa americana avrebbero preso il diario di una delle sue pazienti per poi pubblicarlo con qualche abbellimento per portare alla luce quello che è il grande problema relativo alla droga.

Lasciando stare le “leggende” per quanto riguarda la storia, il fatto che sia sotto forma di diario rende la vicenda molto più vera. E’ facile entrare nella mente di questa ragazza perchè vengono spiegati tutti i sentimenti che prova in maniera molto approfondita. Vengono trattati i tipici argomenti che riguardano l’adolescenza, quindi abbiamo il rapporto con i genitori che spesso risulta difficile, la sessualità, i problemi di peso, la volontà di essere accettata e la droga. Per quanto riguarda il rapporto con la famiglia è interessante vedere come la visione che la protagonista ha della famiglia viene a cambiare nel momento in cui parla di droga. Quando c’è di messo la droga il suo comportamento cambia radicalmente, si passa dalla famiglia perfetta ad un odio nei confronti non solo dei genitori, ma anche dei fratelli più piccoli.

Prendendo in considerazione l’ambientazione della storia è facile intuire che la vicenda avvenga intorno al 1968, perchè si parla di questa rivoluzione che dovrebbe avvenire e anche per il fatto che la droga era così importante e così a portata di mano per i giovani. Inoltre la protagonista per un periodo della sua vita decide di trasferirsi aSan Francisco che è la meta per chiunque abbia seguito il movimento giovanile del 1968.

Il diario presenta molte descrizioni di quando la protagonista assume della droga ed è affascinante notare la differenza tra il prima e il dopo. In un primo momento viene spiegato come il mondo sia bello quando viene assunta della droga, ma a questo momento di euforia ne segue uno di disgusto quasi in cui ci si rende conto che il gioco non vale la candela.

Mi sembra importante spendere una parola per quello che è l’epilogo. Il diario infatti si ferma con la protagonista che decide di non scrivere più un diario e nell’epilogo viene spiegato che la ragazza è morta tre settimane dopo, anche se non vengono chiarite le ragioni della sua morte. Intensa è l’ultima frase che si legge perchè “la sola cosa che ci deve preoccupare è che lei è morta e che la sua è soltanto una di circa cinquantamila morti dovute alla droga in quell’anno.” Questa frase infatti ci spinge fuori dal libro, dandoci un senso di realtà ancora più forte di quello che può essere trasmesso dalla forma a diario di questo libro.

Anche se questo libro parla di droga non si parla della dipendenza, quanto piuttosto le conseguenze che l’uso della droga possono avere per quanto riguarda i rapporti con gli altri e in particolar modo con la propria famiglia. Le storia di altri personaggi che la protagonista incontra sono molto agghiaccianti e quello che fa veramente paura è pensare che non si tratta solo di un libro, ma si parla di cose che accadono veramente.

“Una goccia di pioggia mi è appena caduta in fronte, proprio come una lacrima che giunge dal cielo. E’ possibile che le nuvole e i cieli mi piangano addosso? E’ forse possibile che anche Dio pianga per me? Sono davvero sola a questo mondo sconfinato e grigio? Oh, no…no…no…sto diventabdo pazza. Ti prego Dio aiutami.”

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xoxo

G.

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