MISERY – Stephen King

 

SPOILER

 

 

 

 

 

 

Misery è stato il secondo libro che ho letto di Stephen King e ho deciso di rileggerlo a distanza di qualche anno. La storia narra di uno scrittore molto famoso, grazie alla saga di Misery, che viene salvato, dopo un incidente autostradale, da Annie un’ex infermiera e una sua grandissima fan. Il fulcro di tutta la vicenda sta nel fatto che Annie, non avendo gradito il finale della saga di Misery (a causa della morte della protagonista) obbliga Paul Sheldon a scrivere il continuo. Paul non può che accettare dato che ha entrambe le gambe rotte (a causa dell’incidente) e quindi ha bisogno delle cure di Annie, ma principalmente per il fatto che Annie è pazza.

Partendo dalla trama la prima cosa che posso dire è che trovo la storia molto interessante. E trovo anche meraviglioso come Stephen King sia riuscito a scrivere un libro in cui ci sono sostanzialmente due soli personaggi e l’ambientazione sia molto ristretta (tutto si svolge quasi esclusivamente nella stanza degli ospiti dove si trova Paul, solo poche volte lui riesce ad uscire e raggiungere la cucina e il bagno). La prima volte che ho letto il libro non conoscevo bene la trama e sono rimasta tutto il tempo incollata alle pagine per vedere come la vicenda si sarebbe svolta. Mi sono piaciuti veramente molto i punti in cui Paul pensa a quello che può fare, a come uscire dalla stanza, a quello che deve cercare… E nel momento in cui si sta leggendo questo libro si ha proprio l’impressione di essere in quella stanza con lui e la tensione è palpabile. Quando si legge della prima volta che Paul esce dalla camera si ha la paura che da un momento all’altro Annie possa entrare e sorprenderlo (sorprenderci? Forse è un termine più azzeccato dato che sembra quasi si essere Paul in persona).

Un’altra cosa che ho trovato affascinante è il momento in cui Paul deve mettersi a scrivere un altro libro per questa saga (che lui odia). In un primo momento è riluttante e lo fa solamente perchè è obbligato da Annie, ma in un secondo momento il libro riesce ad ingranare e lui si rende conto che sta scrivendo questo libro non solo per Annie ma anche per lui. Mi è piaciuto molto questo capovolgimento: se in un primo momento era Annie il fulcro attorno al quale girava il romanzo poi questa cosa si capovolge e Paul continua a scrivere perchè serve a lui.

I personaggi sono meravigliosi, in particolare quello di Annie. Personalmente adoro la pazzia e i personaggi pazzi (sia nei film che nei libri), quindi mi piace sempre quando questi vengono presentati. In “Misery” ci si rende proprio conto dell’insanità mentale di questo personaggio e le descrizioni (in particolar modo degli occhi) sono veramente affascinanti e precise.

L’unica cosa che durante la prima lettura mi aveva lasciato un p’ò perplessa è la descrizione che viene fatta all’inizio, quando viene descritta la marea e i tronchi che prima sono coperti dall’acqua e poi che vengono scoperti e infine la nebbia. In una prima lettura questa metafora può risultare un p’ò “confusionaria” perchè non si riesce bene a capire di cosa si parla, ma dopo aver saputo di cosa si tratta si riesce ad apprezzarla pienamente.

In conclusione trovo che Misery sia un romanzo veramente bello, con una storia originale e dei personaggi interessanti. Penso di poter dire senza problemi che è uno dei miei libri preferiti di Stephen King. Credo che possa essere un ottimo inizio per tutti coloro che vogliono cominciare a conoscere il re dell’horror.

BT9gMiXIEAAvl6z

xoxo

G.

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