IT – Stephen King

Contiene SPOILER.

Finalmente, dopo qualche tempo, sono tornata da Stephen e approfittando di uno sconto (e della nuova edizione di Pickwick) ho comprato IT. Cominciamo dicendo che chi adora Stephen King o chi vuole cominciare a conoscerlo DEVE leggere questo libro… forse, pensandoci meglio, posso dire tranquillamente che è un MUST della vostra libreria. La dimensione del libro potrebbe scoraggiare, ma alla fine ci si rende conto che ne vale proprio la pena.

Direi di cominciare dall’inizio: la parte iniziale può risultare un p’ò noiosa (personalmente il libro ha cominciato a prendermi verso pagina 400). Tuttavia, dato che si tratta di un romanzo corale è naturale che ci sia un’introduzione dei personaggi principali e della città. I protagonisti sono sette e vengono descritti tutti in maniera molto accurata. La storia di svolge attraverso degli enormi flashback che raccontano ciò che accadde ai sette ragazzi nell’estate del 1958, questo parallelismo, viene mostrato in maniera molto diretta quando tutti i protagonisti cominciano a riprendere le abitudini che avevano quando erano piccoli (e che hanno perso da adulti) quando si rincontrano.

Alcuni capitoli del libro si occupano inoltre di presentare la città di Derry, in cui la vicenda avviene, presentandola in un’aura strana che la rende quasi l’antagonista assoluta della vicenda. Bisogna anche dire che il ruolo di antagonista viene ricoperto immediatamente da IT, un mostro mutaforma.

Andando più nel particolare ho trovato veramente interessante il rapporto tra Beverly e il padre. Anche se quest’ultimo la picchia, ci sono delle situazioni in cui ci viene presentato come un padre amoroso. Questo personaggio è forse quello che mi ha incuriosita più di tutto il romanzo, perchè non si riesce ad inquadrarlo bene, non può essere messo direttamente tra i “cattivi” ma neanche tra i “buoni”.

Un dialogo che ho trovato molto interessante è quello che avviene tra il personaggio di Eddie e la madre, quando lui si trova in ospedale. In quel dialogo Eddie trova finalmente il coraggio di farsi valere, inoltre per come avviene la scena, viene mostrato un aspetto del carattere di Eddie che inizialmente sembrava inesistente e, allo stesso tempo, si ha l’impressione che questa scoperta sia inaspettata anche per Eddie.

Prima di leggere questo libro ho avuto una soffiata del punto in cui i protagonisti (quando sono bambini) fanno sesso con Beverly. Se devo essere sincera questa cosa mi aveva un p’ò preoccupata all’inizio, perchè non puoi parlare di undicenni che fanno sesso in maniera leggere. Tuttavia devo dire che Stephen riesce a parlare di questo argomento in una maniera talmente dolce e sottile, attraverso le descrizioni che dà, tanto che il sesso è praticamente l’ultima cosa a cui si pensa. Si pone l’accento su quella che è l’unione tra i sette amici e questo viene fatto in maniera magistrale.

Adesso mi sembra doveroso parlare del combattimento finale: considerando l’ampia introduzione e la continua suspance delle pagine precedenti, lo spazio che viene dato allo scontro con IT è perfetto. Il luogo in cui questo avviene può essere una grande metafora della mente umana in cui IT rappresenta le paure che ogni persona ha. L’aspetto interessante di questo “mostro” è il fatto che cambia sembianze a seconda di chi lo guarda. IT può essere la rappresentazione della paura stessa che è diversa per ogni persona e la cui debolezza subentra quando ci si rende conto che le paure possono essere sconfitte. Questa è anche l’interpretazione che avevo dato al romanzo prima di finirlo, pensavo infatti che si concentrasse sulla paura, ma leggendolo fino alla fine ho potuto vedere come in realtà questo romanzo parli della vita. I temi affrontati sono decisamente moltissimi e profondi allo stesso modo. Alcuni di questi sono l’infanzia, i ricordi che abbiamo, il confrontarsi con il passato (questo argomento in particolare viene presentato benissimo quando Bill sta per rincontrare i suoi vecchi compagni e riflette su come sarà vederli dopo tanto tempo, pensando a quello che è cambiato e a quello che è rimasto uguale; un confronto che mette sempre un p’ò in ansia). Si parla poi della morte (sono molto toccanti le riflessioni di Bill quando entra nella stanza del fratellino che è morto poco tempo prima), si parla poi dell’amicizia, in particolar modo di quella che si viene a creare quando si è bambini, che probabilmente è una delle amicizie più pure che ci possano essere.

“Il terrore che sarebbe durato ventotto anni, ma forse di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivoo gonfio di pioggia.”

STEPHEN KING, “IT”

BQF-qEFCQAAq-ku

xoxo

G.

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2 thoughts on “IT – Stephen King

    1. Ho visto la tua recensione, molto bella! Hai ragione, è difficile dire la trama di IT, io ci ho provato ma mi rendo conto di non essere stata troppo chiara. Quel libro parla di tutto.
      Comunque hai ragione, data la lunghezza del romanzo forse il finale sarebbe potuto essere un p’ò più lungo, ma anche così non è male 🙂

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