IL RITRATTO DI DORIAN GRAY – Oscar Wilde

Questo è il primo romanzo che leggo di Oscar Wilde, che ho conosciuto attraverso le lezioni di letteratura inglese del liceo. Anche in questo caso avevo giù visto un film (quello del 2009 che non esisto definire una merda), ad ogni modo conoscevo la storia, ma non mi andava di privarmi del piacere di leggerlo con i miei occhi.

Lo stile usato da Oscar Wilde è molto bello e facile da seguire (tranne per il capitolo XI che riassume la vita di Dorian Gray negli ultimi anni e che risulta estremamente noioso). Il ruolo principale è svolto dai grandi discorsi sulla morale e sulla bellezza che vengono fatti da Lord Henry il quale si è prefisso il compito di introdurre Dorian Gray ad uno stile di vita “immorale”. Il fatto che ci siano dei discorsi molto lunghi dà molto l’idea che si stia leggendo quasi un diario di un aristocratico londinese, nei quali troviamo appuntati i suoi pensieri più eccentrici e di critica alla società in cui sta vivendo. Sinceramente questo libro non mi ha preso molto, se non nelle parte in cui c’è più azione, personalmente non adoro i libri in cui ci si concentra quasi esclusivamente sulle riflessioni personali.

I temi principali del romanzo, come già accennato, sono la gioventù e la moralità. Partendo dalla prima è interessante notare come il personaggio di Lord Henry sia così ossessionato dalla gioventù, definendola come l’unica cosa che vale la pena di avere. Sempre lui si fa portavoce dell’idea che vede la moralità come qualcosa di imposto dalla società e che va contro quella che è la natura dell’uomo. Per quanto riguarda questo argomento mi trovo in parte d’accordo con lui, anche io penso che spesso la nostra società ci imponga delle idee, definendole come giuste, che siamo obbligati a seguire. Tuttavia è importante osservare quello che è il reale messaggio del romanzo ovvero che ciò che è immorale per la società è infine immorale anche per la nostra anima. Non si può quindi sfuggire dai peccati che si fanno nella propria vita.

Parlando del personaggio principale (Dorian Gray) devo dire che il fatto che si lasci condizionare così facilmente da Lord Henry non me lo fa apprezzare pienamente, ma si tratta di un giudizio molto personale, a me infatti piacciono molto i personaggi con un carattere forte.

Nel complesso il romanzo è una descrizione accurata di come i pensieri di una persona possano cambiare: quando si è giovani ci si lascia influenzare facilmente da persone che sono più grandi di noi e che ci si presentano come i portatori di una verità rivelata (Lord Henry), ma con il passare degli anni si riesce a fare da soli i conti con ciò che si è fatto e si decide in maniera autonoma come cambiare (nella parte finale Dorian Gray decide di non compiere più azioni immorali).

BOj9CdECQAEoMFB

G.

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